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Suffragette: meno mimose più consapevolezza

Scena del Film Suffragette in cui le attiviste davanti al palazzo del Re, attendono trepidanti e fiduciose il verdetto sulla loro richiesta del diritto di voto alle donne

Scena del film Suffragette in cui le attiviste attendono fiduciose, davanti al palazzo del Re, il verdetto sulla loro richiesta del diritto di voto alle donne

Meno mimose più consapevolezza. In Italia l’8 marzo, giorno della Festa della donna, Suffragette di Sarah Gravon ha trionfato nelle sale cinematografiche. Da decimo a secondo film per incassi con 125 mila euro, dopo Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese, si è posizionato come primo quanto a spettatori paganti.

Storia documentata delle pioniere per il diritto di voto alle donne in Europa. Siamo nella Londra d’inizio Novecento.  Emmeline Parkhurst (interpretata da Meryl Streep), fondatrice  del Women’s Social and Political Union nel 1903, è un’anziana fuggiasca che guida il movimento con apparizioni fugaci e indicazioni diffuse con il passaparola. Giovani operaie e non solo compiono atti di sabotaggio per attirare l’attenzione del Re e della Stampa.

E’ il 1912 quando la ventiquattrenne Maud Watts – operaia in una lavanderia industriale da quando aveva 12 anni e con un salario di 13 scellini contro i 18 degli uomini – viene coinvolta dalla collega Violet Cambridge.  Il gruppo di donne attua e organizza le indicazione della Pankhurst sotto la guida della farmacista Edith che, interpretata da Helena Bonham Carter, rende omaggio a Edith Garrud e alle sue jiu-jitsuffragettes. Professionista delle arti marziali, Edith Garrud organizzò dal 1913 dei corsi riservati esclusivamente alle donne incoraggiandole a difendersi dai poliziotti durante le manifestazioni duramente represse

Emmeline Pankhurst arrestata davanti a Buckingham Palace mente tenta di portare una petizione al re Giorgio V, maggio 1914 da wikipedia.it

Emmeline Pankhurst arrestata davanti a Buckingham Palace mente tenta di portare una petizione al re Giorgio V, maggio 1914 da wikipedia.it

“Non rispettiamo una legge che non rispetta noi.” Maud, interpretata da Carey Mulligan, si avvicina per curiosità, poi, giorno dopo giorno prende coscienza della sua esperienza quotidiana di donna, finché arriva ad affermare “non sono ne’ più ne’ meno di lei” al poliziotto investigativo Steed che la credeva un elemento di facile corruzione.

Frase coraggiosa in un’Europa ancora convinta che il genere femminile fosse biologicamente inferiore all’uomo. “Fondamentale per la ricerca alla base del film”, racconta la produttrice Faye Ward, “è stata l’apertura degli archivi della polizia inglese nel 2005 che ha consentito di studiare la struttura di sorveglianza imbastita per controllare e punire queste donne”.

La maternità, la parità di retribuzione sul lavoro e la gestione del proprio patrimonio. E’ attraverso l’esperienza di Maud che la sceneggiatrice Abi Morgan lascia intravedere cosa significa ottenere il diritto di voto: avere una voce che rappresenti argomenti oggi dati per scontato, seppur non del tutto ottenuti. Alcuni esempi che il film rende evidenti:

– la corrispondenza tra lavoro e retribuzione con gli uomini. In Europa questo fenomeno determina ancora un divario retributivo medio tra donne e uomini del 16%;

– i diritti di madre. Maud è ‘giuridicamente niente’. Il marito – “intrappolato nei pregiudizi sociali, per cui avere una moglie che viene mandata in prigione per motivi politici significa venire emarginato dalla propria comunità” spiega la regista – la caccia di casa, le impedisce di vedere il figlio e incapace di badare al figlio, il piccolo George, lo cede in adozione;

– la gestione del proprio patrimonio. Nel film un’attivista benestante non riesce a liberare le compagne perché il marito non ha intenzione di pagare il riscatto per tutte. “Ma sono soldi miei,” protesta che cade nel vuoto, non possiede nessun potere sui suoi averi. In Italia le donne ottengono tale libertà con la Riforma del 1975.

Olive Schreiner 1855-1920 scrittrice sudafricana, pacifista. Autrice del libro Dreams citato nel film Suffragette

Olive Schreiner 1855-1920 scrittrice sudafricana, pacifista. Autrice del libro Dreams citato nel film Suffragette

Suffragette non è un film in costume è un tributo alla memoria: “è nato con l’intenzione di affrontare temi ancora molto urgenti nel ventunesimo secolo, sono tantissime le donne che ancora non vedono rispettati i propri diritti fondamentali. Molti giovani, e soprattutto giovani donne,” sottolinea Sarah Gavron, “non vanno a votare in Inghilterra, e per questo i loro diritti sono meno tutelati, come nel caso dell’innalzamento del costo degli studi».

Nella Storia della conquista dei diritti civili, delle lotte per la giustizia e l’equità, un elemento ricorrente e assurdo, un ostacolo doloroso più degli scontri con le forze armate del potere, è il muro di diffidenza, bigottismo, accusa e isolamento in cui si trova la ribelle. Emarginata da chi beneficerà di quelle dure conquiste… inconsapevoli, serve arroccate dentro i dogmi dell’ignoranza. La vera rivolta è quindi la presa di coscienza?

La morte di Emily Davison nel 1913, il suffragio femminile nel 1928. Il cammino delle suffragiste britanniche, apripista in Europa, è alimentato dalle parole di The Dreams di Olive Schreiner , libro fonte di incoraggiamento per le Attiviste del movimento e che in Suffragette Emily Davison regala a Maud. Emily perde la vita cercando di attirare l’attenzione del Re Giorgio V  al Derby dell’8 giungo 1913. Evento che suscita lo scalpore e la visibilità tanto rincorsa dal movimento. Il film si chiude con il bianco corteo femminile che segue la salma di Davison. Passi delle donne who shall follow you evocati dalla scrittrice sudafricana Olive.

The woman wanderer goes forth to seek the Land of Freedom.

“How am I to get there?” Reason answers: “here is one way, and one only. Down the banks of Labour, through the water of suffering. There is no other.”

The woman cries out: “For what do I go to this far land which no one has ever reached? Oh, I am alone! I am utterly alone!”

But soon she hears the sounds of feet, ‘a thousand times ten thousand and thousands of thousands, and they beat this way!’

“They are the feet of those who shall follow you. Lead on.”
(The Dreams di O. Schreiner)

 

Breve cronologia del diritto di voto in Italia

In Italia l’eleggibilità viene introdotta nel 1861 e il diritto di voto era riservato solo ai maschi con età superiore ai 25 anni e appartenenti all’alta borghesia, nel 1881 il Parlamento diede accesso al voto anche alla media borghesia e ridusse l’età ai 21 anni. Nel 1912 su proposta di Giolitti venne esteso il diritto a tutti i maschi dai ventun anni in sù.

Oggi, 10 marzo 2016 ricorre il 70esimo anniversario dal giorno in cui, dopo la fine del fascismo, si svolsero in 436 comuni italiani le prime elezioni amministrative in cui le donne andarono alle urne, le prime elezioni politiche si tennero invece con l’importante Referendum istituzionale monarchia-repubblica del 2 giugno 1946.

Il decreto legislativo luogotenenziale che sancì il suffragio universale emesso il 31 gennaio e pubblicato il 1 febbraio non prevedeva l’eleggibilità delle donne, che verrà sancita dal decreto n. 74 sempre il 10 marzo 1946. “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea costituente” il cui articolo 7 recita “Sono eleggibili all’Assemblea Costituente i cittadini e le cittadine italiane che, al giorno delle elezioni, abbiano compiuto il 25° anno di età”.

 

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Discussione

3 pensieri su “Suffragette: meno mimose più consapevolezza

  1. Molto bello Perfetti sconosciuti. Tra i film italiani usciti nel 2016 mi è piaciuto molto anche quest’altro: https://wwayne.wordpress.com/2016/05/22/il-giorno-di-timber/. L’hai visto?

    Mi piace

    Pubblicato da wwayne | settembre 26, 2016, 8:08 am

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