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Ciechi Stereotipi: cosa sai sui non vedenti? parte II

  1. Falsi ciechi o falsi stereotipi?
foto della mostra Io Ti Vedo Così della U.O. Oculistica di Cesena e dell'UICI sezione di Forlì-Cesena

foto della mostra Io Ti Vedo Così della U.O. Oculistica di Cesena e dell’UICI sezione di Forlì-Cesena

(continua da Ciechi Stereotipi: cosa sai sui non vedenti?)

Il fatto che un ipovedente mandi un sms o vada in bicicletta non significa che sia un falso cieco.
“Grazie allo sviluppo tecnologico, oggi, abbiamo molti facilitatori e ausili.” Ci sono diverse forme di ipovedenza, come racconta la mostra itinerante su ipovisioni e non visioni Io ti vedo così. Curata da Beatrice Pavasini il percorso espositivo aiuta anche anche a capire l’allarme ‘falsi ciechi’ in relazione alle indennità dell’INPS ( ciò non nega che ci siano o ci possano essere).

“I test Inps sono molteplici e si basano su due parametri: acutezza visiva e campo visivo. Il concetto di buio non esiste nemmeno per i ciechi” spiega Raffaele Migliorini, medico legale e oculista che lavora all’INPS dal 1990. Dal 2010 Migliorini è coordinatore centrale dell’UOC Management sanitario esterno presso il Coordinamento generale medico-legale dell’Inps. Mostra insieme a definizioni, malattie e tecniche di rilevazione, i dati Inps di Dicembre 2015. Le pensioni per ciechi assoluti sono state 39.836, quelle per ciechi parziali 59.736, le indennità per i ventesimisti e di accompagnamento invece si attestano a 70.318 e 53.523.

“Ne ho sentita un’altra: stende i panni quindi falsa cieca. Cosa c’è che un cieco non possa fare nello stendere i panni? Le azioni abituali la casa quotidiana i percorsi frequenti vengono memorizzati e vissuti con disinvoltura” sottolinea. Non sono scemi ma ciechi, inoltre riescono a sopperire alcune mancanze visive con strategie altre, come l’udito, il tatto, la memoria e il senso dell’orientamento spaziale.

  1. Il Cane guida 

Per legge non potete rifiutare i cani guida nei vostri locali, ristoranti, hotel ecc… sappiatelo (nella nota a fine testo le leggi di riferimento).Una delle battaglie in corso è proprio quella di denunciare tali violazioni alla commissione cani guida UICI.

“Chiamano il cane e lo accarezzano come fosse un cucciolo qualunque, no, non lo è; sta lavorando. Ne ho avuti tre, due sono andati in pensione, anche loro a un certo punto smettono di lavorare. Quello attuale ha 9 anni” racconta Ada Ammirata che ha perso la vista a 15 anni, laureata in Scienze della formazione e fantino a livello agonistico.

Bisogna rispettare il cane in servizio come si deve fare con i lavoratori, ad esempio, da poco un signore è stato cacciato dall’aereo per aver ‘giocato’ con una hostess in un corteggiamento provocatorio e bonario, pensa lui. Ignorante e fuori luogo ha risposto il team che lo ha fatto scendere dall’aereo.

Per sfatare una leggenda errata sappiate che non è il cane che guida il non vedente ma viceversa. L’operatore a quattro zampe individua gli ostacoli lungo il percorso e permette al cieco di evitarli.

  1. Elsa-Gant-Martelli-UICI_2016

    Elsa Gant Martelli illustra Non così ma così opuscolo informativo dell’UICI

    Quando vuoi aiutare un non vedente…

Quando volete aiutare un cieco – ad attraversare la strada, a salire su bus o auto, a mettersi il cappotto o a riporlo negli appendi abiti – dovete sempre prima chiedere, parlargli. Non fatevi prendere dalla sindrome Amélie Poulain. Date riferimenti certi, verbali o meno ad esempio poggiando la sua mano sulla portiera, sullo schienale della sedia, indicare uno scalino descrivendo dove si trova e così via…

  1. Siamo ciechi non sordi

Antonella Cappabianca è cieca e lo è anche il marito, hanno una bambina dagli occhi normodotati. “Sul bus sento sospirare ‘Poverina’, innanzi tutto sono cieca e non sorda, inoltre fin ora ce la siamo cavata più che bene, qualche episodio buffo c’è sempre; c’è amore e ci facciamo quattro risate. I genitori dei compagni di scuola sono spesso un disastro, tutt’altro i bambini che hanno una capacità di relazionarsi e di inserire la disabilità senza filtri, ne’ imbarazzo, con gioco e purezza.”

  1. Sport e professioni

“Un ragazzo ipovedente può laurearsi e esercitare una professione specializzata, ad esempio io sono psicologa” spiega Katia Caravello. “Niente di speciale in un cieco laureato, siamo in tanti. Non è una notizia. Non si è speciali perché non si vede, si è speciali per altre qualità” uno spiccato talento per la matematica o per le materie artistiche, la cecità non è una qualità ma una disabilità, più o meno grave, come l’essere claudicante o paralizzato; sordo o epilettico.

“Quindi per favore non scrivete nell’incipit di una storia, ‘nonostante sia cieco’. No, raccontate il fatto e poi mettete questo elemento come caratteristica della persona non come causa principe dell’attenzione su di essa” continua mamma Antonella Cappabianca, fotografa selezionata per la mostra Fotosensibili curata da Oliviero Toscani per l’Auditorium Parco della Musico di Roma.

Antonella Cappabianca Ritratto di Celia.

Antonella Cappabianca Ritratto di Celia.

Ci sono settori come la scultura, pittura, fotografia, viaggi che sicuramente colpiscono quando coinvolgono un non vedente, effettivamente qui vi è un portare la propria disabilità come qualità narrante.
Altre professioni come quelle legate alla musica (vedi sopra la pietosa scena di Ti lascio una canzone), a lavori intellettuali genericamente intesi che invece non trovano forte connotazione oppositiva alla cecità.

“Giornalisti non vedenti italiani oltre me ne conosco uno. A Londra presso la BBC ne ho conosciuti 10 e uno di questi era capocorrispondente,” racconta Maurizio Molinari oggi addetto stampa del parlamento Europeo in Italia.

Linda Legname, ipovedente dalla nascita a causa di un coloboma, conclude con la denuncia nei confronti degli insegnanti di sostegno. “Troppi non conoscono il braille, i supporti tecnologici e non si impegnano a studiarli.” Ecco, questo manca a molti italiani, il senso di responsabilità, di rispetto e di comprensione del proprio ruolo professionale. Vogliamo un’Italia più umile, meno vanesia e più di sostanza. Dietro tanto sentimentalismo e buonismo roboante troviamo solo pasta asciutta, troppo asciutta. E rimane il groppo in gola.

Per rileggere la prima parte clicca qui

M. Daniela Basile
(14 Ottobre 2016)

Nota sulle leggi riguardo il cane guida nei luoghi pubblici
Comma  aggiunto alla Legge n. 37 del 14 Febbraio 1974, dalla Legge n. 376 del 25 Agosto 1988 – diritto rimarcato in ultimo dalla Legge n. 60 del 08 Febbraio 2006 pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 52 del 3 Marzo 2006

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