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gsantoro84

gsantoro84 ha scritto 135 articoli per StereoType

Humans vs animals

Humans vs animals, a dichotomy old as the evolution. A brutal behavior is still labeled as “beastly”, on the other hand animalists say that those “beasts” are better than humans. We put a lot of efforts to distinguish: we use bathrooms, we write, articulate words, we dress and make art. But deep down we got the same instinct: eat, reproduce, defend the territory. It’s always like a final step is missing… Continua a leggere

Beitar Gerusalemme, la squadra della destra “pura”

Gerusalemme, 3 marzo 2013, stadio Teddy Kollek. Al 48′ Zaur Sadayev segna l’1-0 per i suoi, il Beitar. La maggior parte del pubblico esulta, come normale, mentre decine, centinaia di tifosi abbandonano gli spalti, qualcuno insulta l’ex ministro degli Esteri di Israele Avigdor Lieberman. È il primo gol di un musulmano per il Beitar e non a tutti sta bene… Continua a leggere

Il lupo solitario, fenomenologia di un falso mito

Ispirato da un personaggio della letteratura, in meno di un secolo il “lupo solitario” si è evoluto da criminale comune, a terrorista di estrema destra, a terrorista islamico. L’erronea fenomenologia (di un altrettanto erronea metafora), dettata anche dalle tempistiche dell’informazione… Continua a leggere

Laziness moves the world

We could say that laziness and technology go along. Technology, infact, answers to many needs making life more comfortable – or at least tries to – in a cause/effect concatenation. The lazy one desires improve technology, which make us even lazier. Is that the price to pay to progress? Well, each one of us has to find his own limit… Continua a leggere

Mediterraneo per morire

Mare nostrum, Mare bianco per i turchi, Grande mare per gli ebrei, Mare di mezzo per i tedeschi, Grande verde per gli egizi. il Mediterraneo ha assunto diversi ruoli nel corso dei periodi storici, mantenendo sempre una certa centralità nelle vicende geopolitiche, per via della posizione “privilegiata”, punto di incontro fra tre continenti… Continua a leggere

Joan Mulholland, la bianca del sud che sfidò il KKK

Joan Mulholland è un nome che può non dire molto alla maggioranza, ma è anche e soprattutto per gente come lei che le lotte per i diritti civili hanno avuto successo. Prima di tutto, perché è una bianca originaria degli stati del sud, fattore che ha attirato le attenzioni delle forze dell’ordine e del Kkk. Ma minacce, aggressioni, perizie psichiatriche e il carcere non sono riusciti a fermarla… Continua a leggere

Internet non è Che Guevara. Ma neanche Charles Manson

Internet: invenzione epocale, veicolo di libertà, capace di diffondere idee e notizie istantaneamente in tutto il mondo, magari in grado di rovesciare governi corrotti senza nemmeno l’arma del digiuno come Gandhi. Oppure ricettacolo d’odio, di notizie false, di mistificazione, bazar di illegalità di ogni tipo? Continua a leggere

Atheism in religious wars

Atheism, in religious wars, is even more despised than the rival cult. In the eyes of extremists, any rival would be better, as at least he believs in something. The “wrong” god, sure, but with a moral. Preconcepts are at their lowest rate in scandinavian countries, where atheism is more scattered. Because knowledge is always the best antidote. Not having a religious ethic doesn’t mean not having an ethic at all, Humanism should have thaught a little something… Continua a leggere

Le convenzioni e l’impossibilità di combatterle (tutte)

Le convenzioni permeano ogni aspetto della collettività, per definizione. Per quanto ci si possa vantare di essere alternativi, anticonformisti e anticonvenzionali, questo sarà possibile sono in minima parte. Altrimenti dovremmo mettere in questione ogni cosa, a partire dal linguaggio e dal calendario. Allora meglio avere la consapevolezza che si potranno ottenere solo piccole ma magari significanti vittorie e concentrarsi su cambiamenti lenti ma inesorabili. Perché “senza ordine non può esistere nulla, senza caos nulla può evolvere”… Continua a leggere

Satira: una spada, uno scudo, una medicina

“Sono sicuro di offendere, ma non chiedo scusa. Un comico deve portare in posti sconosciuti, altrimenti potreste andarci da soli. C’è tanta comicità blanda, senza rilevanza. Non ci sono argomenti tabù, dipende dalla battuta. Prendiamo l’humour nero, tutto sta nella consapevolezza che chi racconta e chi ascolta non siano così. Usiamo la comicità come una spada, uno scudo e una medicina”. Ricky Gervais Continua a leggere

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