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Da Matrix a Trump, simulazione e ipocrisia

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«Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza. E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini». (J. Baudrillard, Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà)

Matrix, uno dei film (trilogie) più “cult” degli anni ’90, si ispira a molti libri di fantascienza, ma soprattutto a un testo che ha del “vero”, pubblicato nel 1985, del filosofo e sociologo francese Jean Baudrillard, Simulacri e simulazione. Nonostante gli anni passati è un saggio che ha molto di attuale, visto che sosteneva una questione che oggi inizia soltanto a mostrarsi: “nella società capitalista, sia la cultura che i media forniscono una rappresentazione fittizia della realtà sotto una struttura economica di sfruttamento. Alcune persone si isolano, riuscendo a uscire da questo condizionamento culturale, conducendo una crociata contro la tecnologia che è quella che simula (inganna e opprime) gli esseri umani”. Comportandosi in piccolo come gli abitanti di Zion, che nel film è l’ultima città umana rimasta sul pianeta Terra.

Le macchine sono infatti per la simulazione, gli umani per la realtà”: questo è il primo dato di fatto, per costituzione, ma oggi questa verità sta già diventando meno vera, perché oggi la realtà è sempre più ricca di segni e simboli… (essenzialmente immagini e schermi).

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Cos’è la simulazione? La simulazione è l’attivo processo di sostituzione della realtà: dove la dissimulazione pretende di “lasciare il principio di realtà intatto… la simulazione minaccia la differenza esistente tra ‘vero’ e ‘falso’, tra ‘reale’ e ‘immaginario’. La simulazione non è più quella di un territorio, di un essere referenziale o una sostanza. È piuttosto la generazione di modelli di un reale senza origine o realtà: un iperreale“. (Baudrillard)

Prima i segni servivano all’uomo per rappresentare “le cose reali””, era la prima fase della nostra storia, i primitivi rappresentavano gli animali che cacciavano, i poeti rappresentavano i sentimenti, i film erano realisti. Oggi siamo già entrati nella seconda fase (i Paesi in realtà ci sono dentro a livelli diversi): iniziamo già a sentirci “saturi di tutti questi riflessi, copie, simulazioni di realtà, che oltretutto non riproducono più necessariamente le cose fisiche”, visto che l’associazione non è più sentita come necessaria. “Nella terza fase la maschera pretenderà infatti di sostituire il reale, anche se non assomiglia per niente all’originale”. E cosa dovremmo pensare allora di chi già oggi tenta di imporre “fatti alternativi” o cosiddette “post-verità”, mentre c’è chi ci crede? Tocca pensarci presto, perché l’ultima fase sarà proprio Matrix, quando “esisterà solo la simulazione e l’uomo sparirà, visto che non conterà più niente”.

Basti pensare ai videogiochi: prima essi rappresentavano in digitale ambienti presi dalla realtà, poi la simulazione si è evoluta, ed è oggi in grado di andare molto oltre, di fatto inventare nuove realtà. Basta provare un Oculus Rift, un visore per realtà virtuale indossabile sul viso, già diffuso oggi (io l’ho potuto provare gratuitamente sia in una fiera in Italia che in una mostra all’estero). Allora la domanda è: andremo così avanti con questa tecnologia fino al punto di dimenticarci di averla addosso? Alla fine è possibile: abbandoneremmo di fatto il mondo fisico, lasciandoci andare allo sfruttamento totale delle macchine sull’uomo, come nei peggiori dei sogni marxisti (l’avvertimento di Marx è molto presente nel film – tra l’altro il suo nome è dentro la parola Matrix)!

Oggi siamo dunque già nella fase dei segni che riproducono altri segni, la realtà è ancora viva nelle piccole cose, ma la potenza distruttrice e distrattrice di media e abusi politici, non fa altro che fossilizzare certi aspetti culturali superficiali, nel mentre che la tecnologia avanza. Matrix è già iniziato: già è difficile uscire da certe convinzioni, già è inevitabile essere influenzati da ciò che ci viene detto, già i fatti stanno a zero (quando fino a poco tempo fa erano la nostra unica certezza)… ed è quindi necessario più che mai allenarsi a vedere le cose come stanno (nella realtà) !

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In rosso i Paesi a maggioranza musulmana bannati da Trump, in giallo i Paesi a maggioranza musulmana “casualmente” risparmiati da Trump (in questi ha fatto affari o li sta perseguendo). 4 su 7 dei bannati inoltre (Libia, Siria, Iraq e Yemen), sono stati bombardati dagli Usa, e non viceversa…

Quando la gente comincia a pensare che “altro” sia il reale, lo trasforma in un’iperrealtà, e secondo Baudrillard è questa che ci rende poi facili al controllo: d’altra parte Matrix è controllo, controllo delle macchine sull’uomo, macchine che abbiamo contribuito a evolvere che iniziano a sfruttare gli uomini come banali “batterie” per il loro funzionamento, mentre li illudono di vivere la solita vita. “Finché questa rappresentazione non verrà svelata vivremo in un mondo falso e non saremo mai liberi ma schiavi”.

Un esempio recente per tutti. Il neo-presidente Americano Trump aveva detto che avrebbe difeso gli americani, fatto muri, fermato l’immigrazione blablabla. Non erano solo parole, Trump ha fatto subito un decreto (il Muslim Ban al momento sospeso dalla giustizia federale per violazione dei diritti umani) per far sì che queste sue promesse elettorali diventassero realtà. Decide così di bloccare gli ingressi in Usa da 7 paesi a maggioranza musulmana: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. Ma guarda caso si dimentica proprio di quei 4 paesi a maggioranza musulmana con cui evidentemente ha altri interessi (più importanti del terrore): gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, la Turchia e l’Egitto. E, indovinate un po’? Da dove provengono la maggior parte dei terroristi? Dall’Arabia Saudita. Ah ecco. E l’Iran per es. quanti terroristi pericolosi ha sfornato contro l’America? Zero. Ah ecco.

Allora per caso Trump sta facendo finta di proteggere gli americani, mentre fa finta di attaccare i paesi più vulnerabili (che cosa potrà mai fare il poverissimo Sudan contro l’America, di grazia)? E che cosa pensa di ottenere con questo atteggiamento? Che i musulmani si impauriscano e/o si incazzino ancora di più (alimentati da un’islamofobia, fomentata da molti dal 2001 a questa parte, che di certo non ha aiutato). E questo a cosa porterà mai? A esporre l’America ancora di più al pericolo terroristico. E perché gli Americani avevano votato Trump? Per sentirsi più protetti. Ah ecco, tutto torna.

L'ipocrisia del Muslim Ban (ricerca condotta dal Cato institute su politiche pubbliche e libertà individuali). A consultare i dati (da sempre considerati il massimo della "realtà") si scopre anche il numero di questi terroristi: 16 dall'Arabia Saudita (compresi i 15 dell'attacco dell'11 settembre) (eppure ce lo dovremmo ricordare...), 2 dall'Egitto, 1 dal Libano, 1 dagli Emirati Arabi Uniti, 1 dal Kuwait, 1 dal Pakistan (nato in America in realtà, e poi cresciuto in Pakistan e Arabia Saudita), 2 dall'America stessa e, pensate un po', 2 anche dalla Russia, la nuova amica di Trump

L’ipocrisia del Muslim Ban (ricerca condotta dal Cato institute che si occupa di politiche pubbliche e libertà individuali). A consultare i dati (da sempre considerati il massimo della “realtà”), oltre alle provenienze si scopre anche il numero di terroristi che hanno attaccato gli Usa dal 1975 al 2015: 16 dall’Arabia Saudita (compresi i 15 dell’attacco dell’11 settembre) (eppure ce lo dovremmo ricordare…), 2 dall’Egitto, 1 dal Libano, 1 dagli Emirati Arabi Uniti, 1 dal Kuwait, 1 dal Pakistan (nato in America in realtà, e poi cresciuto in Pakistan e Arabia Saudita) e, pensate un po’, 2 dall’America stessa e 2 anche dalla Russia, la nuova amica di Trump

Se non è un’ipocrita falsità questa, che un intero popolo si è bevuta…! (Anzi, in tutti questi anni in cui tutti hanno parlato e agito come meglio – peggio – gli pareva di e su Islam e musulmani, facendo sempre di tutta l’erba un fascio, qualcuno si è mai chiesto come se la passavano loro, i musulmani, minoranze in Occidente?)

Matrix si sta svolgendo sotto i nostri occhi ogni giorno. Certo in America si vede di più che in Italia (è il bello di essere sempre in ritardo, anche se a dir la verità noi abbiamo già dato col nostro Trump, ma non avrei mai creduto di poter pensare “aò, meglio aver passato 20 anni a parlare di sesso e leggi ad personam, che pochi giorni di puro razzismo”). Che viene trattato come niente fosse… ma è la causa della maggior parte delle guerre.

Baudrillard sosteneva che il nichilismo è ciò che sta alla base al terrorismo, persone che combattono questa “iperrealtà”, ma lo fanno in modo a dir poco distruttivo. Quindi basta con le falsità, bisogna tornare alla realtà di persone e cose: l’immigrazione non è un problema in sé, alla fine siamo tutti immigrati, i problemi sono di altro tipo: per es. l’affaticare certe periferie, che magari non erano razziste ma ci diventano sicuro, a causa del razzismo di quelli che si rifiutano di fare accoglienza come loro (allora la colpa non è dei migranti ma di noi stessi), mentre negli alti piani si parla di “protezione” e al contempo si cerca di chiudere per bene anche la rotta dalla Libia. L’atteggiamento dell’Europa infatti non è tanto diverso da quello di Trump. Anzi, forse è più ipocrita: la rotta centrale del Mediterraneo è l’ultima che rimane da chiudere (per evitare di avere rifugiati in arrivo) dopo aver chiuso quella spagnola, quella greco/turca e quella balcanica. E poi facciamo finta di prendercela col muro ungherese? È solo l’ultimo di una sfilza (in Bulgheria, Francia, Macedonia, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia…) Anche l’ipocrisia e la corruzione distruggono la realtà. Per non finire dentro Matrix, se non “umani” (nel cuore), cerchiamo di rimanere almeno flessibili (nella testa).

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