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South Park XX stagione, dai troll ai trump

south-park-logoSouth Park smette di essere teenager. È infatti da poco iniziata la trasmissione della ventesima stagione del cartone animato made in Colorado, che già negli ultimi anni ha iniziato a cambiare pelle. Del resto, quando si è in onda da così tanto tempo è necessario apportare qualche modifica, per mantenere alti livello e attenzione, senza snaturarsi troppo.

Meno graffiante, crudele e comico degli inizi, South Park si è evoluto seguendo l’attualità, abbandonando temi più generici e senza tempo per seguire da vicino e praticamente in diretta le tendenze della società, mettendo quest’ultima davanti a uno specchio altamente critico. Non solo, dalla diciannovesima stagione – e visti i primi due episodi della ventesima sembra proprio continuare così – ogni puntata è prodromo della successiva, come nelle serie tv, in cui si segue un filo ben preciso. Prima lo si poteva vedere anche senza un ordine, a salti, non ci sarebbero stati grossi buchi nella narrazione.

Se un anno fa i temi forti erano la gentrificazione, il cibo biologico, il politicamente corretto e gli albori di Donald Trump – impersonato in realtà dal maestro Garrison – ora si parla di troll su internet, quegli individui tristi che protetti dall’anonimato si divertono a insultare, provocare e deviare la discussione dall’argomento principale. Ecco quindi il misterioso skankhunt42, pesantemente sessista nel dare sfogo alle sue frustrazioni, che scatenerà la rivolta delle ragazzine della scuola elementare di South Park contro tutti i loro compagni, indistintamente, anche se il colpevole è uno solo. Che no, piccolo spoiler, stavolta non è il solito Eric Cartman.

Mr. Garrison come Donald Trump in campagna elettorale

Mr. Garrison come Donald Trump in campagna elettorale

Come contorno si parla anche delle proteste contro le violenze della polizia sugli afroamericani – nella modalità di sedersi durante l’esecuzione dell’inno nazionale – e delle imminenti elezioni presidenziali per la successore di Barack Obama. Il signor Garrison, il cui programma è praticamente identico a quello di Trump, contende la Casa Bianca a Hillary Rodham Clinton, finché non si rende conto che per quanto le spari grosse e sconvenienti per perdere di proposito, il suo consenso aumenta, grazie alla stupidità di parte dell’elettorato. Perchè almeno “dice quello che pensa”, proprio come la parabola del tycoon.

Dunque, per sapere come andranno a finire le storie del persecutore di internet e di Garrison basterà aspettare dicembre, con il finale di stagione, mentre le elezioni vere si terranno un mese prima, quando South Park sarà ancora pienamente in onda. E chissà se come al solito le sue previsioni si riveleranno giuste.

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