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Complottismo, una religione scientifica

teorie-del-complotto“Quando la società soffre, sente il bisogno di trovare qualcuno a cui attribuire il suo male, qualcuno su cui vendicarsi delle sue delusioni”, scriveva uno dei padri della sociologia moderna, Emile Durkheim, prima che il complottismo fosse mainstream.

Bisogna fare una distinzione fra congiure e complotti. Le prime sono sempre esistite, fin dai regicidi dell’antichità. Si tratta di trame segrete imputabili a individui specifici e normalmente riguardano lotte fra élite per l’assunzione del potere o la preservazione dello stesso. A volte non direttamente ma in maniera trasversale – vedi gli interventi statunitensi in Cile, Nicaragua, Panama, solo per parlare della punta dell’iceberg.

Il complottismo è invece una forma mentale, praticamente un sostituto della religione. Razionale e scientifico finché riesce ad esserlo, quando manca un tassello che possa provare la veridicità di certe teorie, ricorre quasi alla fede, rinforzandosi. È ovvio che non si possa spiegare tutto, “loro” sono abili a nascondere le prove. E qui c’è un’altra sostanziale differenza. Il complottismo attribuisce a gruppi generici il susseguirsi degli eventi, ai poteri forti, a “loro” appunto. Ebrei, massoni, illuminati, gesuiti, gruppo Bilderberg, l’alta finanza, a seconda del momento storico comunisti, capitalisti.

Il fenomeno non è recente, basti pensare all’ascesa di Hitler. La società tedesca era distrutta dalla Grande Guerra e dalla crisi economica e scaricò tutte le responsabilità e il revanchismo sugli ebrei e il loro fantomatico piano di dominare il mondo, avvalorato da un falso storico come i Protocolli dei Savi di Sion. Ora i mezzi tecnologici, internet su tutti, permettono nel bene e nel male la circolazione capillare delle idee in pochi secondi, democratizzando all’estremo e dando a tutti il diritto di parola. Il problema è che molti finiscono per credersi esperti medici, geologi, fisici, ingegneri.cospiration

Tutto quanto è spiegato meglio nel libro Congiure e complotti – da Machiavelli a Beppe Grillo, di Alessandro Campi e Leonardo Varasano, presentato presso la sede della Treccani. Il volume, oltre a ripercorrere gli eventi che hanno segnato la Storia, cerca di fornire gli strumenti su come distinguere il vero dal verosimile e dalla “bufala”.

 In Italia la dietrologia raggiunge livelli fra i più alti del mondo, forse siamo secondi solo agli Stati Uniti – le cui vicende però influenzano effettivamente in misura maggiore le sorti del pianeta. Gli autori hanno provato a spiegare le ragioni, ma non ci si può riuscire del tutto. Il poeta Giovanni Pascoli sosteneva che l’Italia fosse stata proprio fondata dalla congiura e in effetti le trame dei Savoia con gli altri governi sono state più decisive dell’azione ai limiti del romantico – anche se costellata di crimini – di Garibaldi e dei “mille”. La Chiesa ispira macchinazioni segrete, il nostro Rinascimento è pieno di storie che farebbero impallidire Frank Underwood di House of Cards, appunto teorizzate da Niccolò Machiavelli nel Principe.

Il massone deviato di Corrado Guzzanti

Il massone deviato di Corrado Guzzanti

Ma anche la Storia recente non scherza. Divertente come la circolarità del complottismo colpì il fascismo. Mussolini, in preda a chissà quale paranoia, denunciava il complotto giudoplutaicomassonico. Altri, increduli su come un romagnolo di umili origini avesse potuto conquistare Roma, gridavano al complotto inglese per farlo arrivare al governo. Nel secondo dopoguerra poi è successo di tutto. In ordine non cronologico, anni di piombo, rapimento di Aldo Moro, Ustica, morte di Enrico Mattei, l’organizzazione paramilitare Gladio, Junio Valerio Borghese e il tentato colpo di Stato, P2, Sigonella e tanto altro. La debolezza delle istituzioni causa sfiducia e quindi la cultura del sospetto. Se poi aggiungiamo che queste stesse istituzioni deboli sono state spesso colluse con la criminalità organizzata, il discredito è totale.

Solo che a volte la cosa sfugge di mano. Oltre alle credenze internazionali recepite anche in Italia, come scie chimiche che alterano il clima e la mente, microchip impiantati sottopelle in grado di controllare il pensiero, vaccini che provocano autismo, si è arrivato a credere che il terremoto in Emilia del 2012 sia stato causato dal bombardamento di frequenze del progetto Haarp, base civile e militare in Alaska al centro di speculazioni cospirazioniste. Ogni giorno se ne legge una sui giornali, ultima, e qui siamo nella piena comicità, la denuncia del corridore Alex Schwazer, che trovato di nuovo positivo al doping e a fortissimo rischio di saltare le Olimpiadi di Rio fra pochi mesi, ha parlato di “complotto” ai suoi danni. Il termine è quantomeno utilizzato a sproposito, ma fa capire il suo radicamento nella banale quotidianità.

Più complottisti di noi, quindi, solo gli Stati Uniti. In parte perché la cospirazione vende, dalla collana di Dan Brown tradotta in film da Ron Howard, a Jfk di Oliver Stone, appunto fino ad House of Cards. Anche loro hanno avuto bei misteri e trame nascoste. Però sembra difficile accettare che spesso le cose siano veramente semplici. Lincoln fu ucciso per aver posto termine alla schiavitù, improbabili le motivazioni sull’omosessualità, vera o presunta che fosse. L’omicidio Kennedy ha lati oscuri, certo, ma pensare alla cooperazione di qualunque gruppo presente su suolo americano è troppo.911banner

Il vero capolavoro, non poteva essere altrimenti, è con l’11 settembre, data spartiacque della Storia. Indubbiamente le amministrazioni nazionali a partire dagli anni ’80 hanno contribuito a creare sospetti, l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq sono la piena attuazione della dottrina Wolfowitz. Le attività terroristiche di Osama Bin Laden – su di lui si è passati da “non esiste” a “esiste, ma non è morto!” – erano note da ben prima dell’attacco alle torri, ma i servizi segreti non sono stati abili nel contrasto. Ma da qui a dire che la Cia stessa abbia messo tonnellate di esplosivo alla base delle due torri e lanciato un missile sul Pentagono ne passa. eppure lo crede un americano su quattro.

È vero che la credibilità del potere è bassa, è nella natura non solo dei governi, ma umana, mentire per mantenere l’autorità e il controllo. Succede dai più bassi livelli possibili, vedi la famiglia. I genitori raccontano innocenti bugie ai figli piccoli, “il parco è chiuso, il negozio dei giocattoli è chiuso, la gelateria è chiusa”, per risparmiare, per non viziare e mille altri motivi. Succede, esponenzialmente, ad alti livelli. Ma non si può neanche pensare che sia tutto completamente falso, serve un minimo di capacità critica ed esercizio indipendente della mente. Anche perché, nella tradizione dei migliori gialli, la risposta più semplice quasi sempre è quella vera. Quasi.

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5 thoughts on “Complottismo, una religione scientifica

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