//
stai leggendo...
Ethnos, Religions, Uncategorized

E Allah si fece uomo. Secondo la Nation of Gods and Earths

Il numero 7, Allah nella simbologia dei five percenters

Il numero 7, Allah nella simbologia dei five percenters

Per l’islam l’idolatria è il primo peccato, chi lo compie non può nemmeno definirsi musulmano. La rappresentazione della divinità è quindi vietata, anche perché non se ne può conoscere la morfologia: nessuno può percepirla, al massimo immaginarla, ma con il rischio di farsi un’idea fuorviante. E si perderebbe quell’alone di mistico mistero. I fondamentalisti addirittura non gradirono le vignette danesi e francesi che ritraevano il profeta Maometto, ma se Allah venisse umanizzato, anzi, si facesse uomo, per usare un glossario da Bibbia dei cristiani?

1964, Harlem: nel pieno delle rivendicazioni dei diritti degli afroamericani l’allievo di Malcolm X Clarence Smith – divenuto Clarence 13X – creò l’organizzazione Five Percent Nation, la Nazione del Cinque Per Cento, nota anche come Nation of Gods and Earths, cioè degli dei in Terra. L’ispirazione era musulmana, i five percenters nascevano dalla costola della setta militante Nation of Islam, ma erano abbastanza distanti dall’islamismo canonico, tanto da essere condannati come eretici.

Si riferivano a loro stessi, o meglio ai maschi, come Gods, divinità, mentre le donne erano chiamate Earths, la Terra. E Allah altro non era che l’acronimo “arm, leg, leg, arm, head” – ovviamente valido solo in inglese – cioè braccio, gamba, gamba, braccio, testa, insomma il corpo umano torace escluso. Più personificazione di così…

Clarence "13X" Smith

Clarence “13X” Smith

Ovviamente salire al grado di divinità non era così facile, bisognava perlomeno essere neri. La Nation of Islam attribuiva questo status al suo fondatore, Wallace Fard Muhammad. Ma non il dissidente Clarence 13X, perché Wallace era sangue misto. I bianchi erano infatti “deboli, malvagi e inferiori”. I primi uomini non erano stati certo caucasoidi, la civilizzazione partì da Asia e Africa, dovevano essere loro i discendenti diretti di Dio. Per far andare razzismo e sessismo a braccetto, l’ideologia si fondava anche sul maschilismo. Ma una donna afroamericana rimaneva comunque superiore ad un bianco.

Peccato, perché i five percenters si basavano su una convinzione interessante, che il 5% (degli uomini neri, chiaramente) fosse benedetto dall’illuminazione divina che squarcia le tenebre dell’ignoranza. La missione doveva essere allora quella di diffondere il verbo all’85% della popolazione, tenuto all’oscuro. Siccome 85+5 fa 90%, rimaneva un 10%, i peggiori: avevano la conoscenza ma la sfruttavano per vantaggi personali. Praticamente la classe dirigente, quella da sconfiggere in nome di una Verità assoluta.

I numeri erano molto importanti per i five percenters, che avevano elaborato un sistema che conferiva un valore alle cifre, secondo questa scala:

  • 1-Conoscenza
  • 2-Saggezza
  • 3-Comprensione
  • 4-Libertà culturale
  • 5-Raffinamento del potere
  • 6-Uguaglianza
  • 7-Dio
  • 8-Costruzione e distruzione
  • 9-Nascita
  • 0-Codice cifrato

La toponomastica statunitense subì l’influenza di nomi della tradizione musulmana, così Harlem divenne Mecca, Brooklyn Medina, Queens il deserto, Detroit la D-Mecca, Chicago la C-Medina, New Jersey la Nuova Gerusalemme, il Connecticut il Nuovo Paradiso, St. Louis l’Arabia Saudita, Dallas il Sudan e Seattle il Marocco.

Malcolm X, maestro di Clarence 13X

Malcolm X, maestro di Clarence 13X

I five percenters, più che dei musulmani ortodossi, finirono nel mirino delle autorità americane, che li vedevano come una gang confusionaria e non come un gruppo di aiuto per la comunità. Dopo l’omicidio di Clarence 13X – forse per faide interne, forse per mano di altri gruppi antagonisti – nel 1969, molti affiliati furono arrestati perché considerati minacce alla società, accuse ovviamente respinte al mittente. E non è stato solo per l’esplosività di quel periodo, nel 2008 a Black Cream Allah fu negato il permesso ad un’adozione per via del nome sacrilego, finché fece una nuova richiesta stavolta sotto il nome di Original Kreeam Shabazz.

Tracce della Nation of Gods and Earths rimangono ormai solo in riferimenti del mondo dell’hip  hop, non si sa quanto per convinzione e quanto per creare un personaggio. Al netto degli errori che possa fare un movimento di rottura – vedi razzismo e sessismo, mai giustificabili nemmeno quando il sentimento di rivalsa è alto e comprensibile – restano degli insegnamenti di rilievo, sulla conoscenza, la matematica, il senso di collettività, il rifiuto di – alcune – gerarchie e l’umanizzazione della religione, che in un periodo in cui si sono acuite di nuovo le tensioni male non farebbe. Che vi si creda o meno.

Annunci

Discussione

Trackback/Pingback

  1. Pingback: Il simbolismo della Croce | In StereoType - febbraio 12, 2016

  2. Pingback: Lord Lhus, American, European, International | In StereoType - maggio 2, 2016

  3. Pingback: Lord Lhus, americano, europeo, internazionale | In StereoType - maggio 2, 2016

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Seguici su Twitter!

LIVING AN ARTISTIC STAY IN ROMA…

eSPoSiZioNi, un soggiorno artistico

Roma, Lazio, Italia

L'appartamento si trova in un palazzo del XIX secolo restaurato, lungo una delle vie più eleganti e moderne della città, con il quartiere più antico, Rione Monti, giusto al lato. La possibilità di ...

https://www.airbnb.it

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: