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Codici Sorgenti, l’arte dalla street alla Gallery

CodiciSorgenti-Mark-Jenkins-01Codici sorgenti… in senso inverso: dalla Street alla Gallery. Esposizione di artisti che dai muri di palazzi in declino arrivano nelle sale dei Palazzi espositivi e nel mercato dell’arte superando cifre a quattro zeri. La contemporaneità deve al loro lavoro, portano bellezza e colore, aprendo varchi concettuali, immaginifici sui muri e sugli oggetti delle strade che abitiamo. Monili filosofici che adornano le nostre inquinate e schizofreniche città.

Dal 17 dicembre al 18 gennaio Catania ha ospitato nel Palazzo della cultura Codici Sorgenti. Visioni urbane contemporanee. Evento che ha accompagnato la realizzazione dello sguardo realizzato da Vhils nel porto di Catania. Occhi – alti un palazzo di dieci piani e larghi un campo di calcio – visibili dal mare, osservano e si perdono nel Mediterraneo. Accolgono coloro che approdano sulle rive siciliane, troppo spesso persone in fuga, stipate su barconi o cadaveri galleggianti. In dissolvenza appaiono le teste dell’isola di Pasqua, di cui ancora si ammira la bellezza e ci si interroga sulla funzione simbolica o scaramantica.

CodiciSorgenti-OddensityNon volevamo andar via silenziosamente, ci sembrava giusto raccontare alla città di Catania da dove viene quest’arte.” L’ascesa della popolarità e della diffusione della street art è legata alle dinamiche del digitale in generale e dei social network in particolare, racconta la 999contemporary ente curatore degli eventi. Se da un lato il web ha incentivato la diffusione di fenomeni “come quello dell’Isis dall’altro ha supportato e fatto crescere contenuti come la street art, due onde opposte entrambe favorite dal cosiddetto fenomeno dal basso”.Tramite i social network gli artisti vengono legittimati e le opere diffuse, i like e le foto condivise sul web sono stati e sono determinanti.

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L’opera di Seth realizzata appositamente per Codici Sorgenti

“Creatività, arte e mercato dell’arte sono tre cose diverse, quando ho iniziato non sapevo dove sarei arrivato,” oggi le opere di C215 ciroclano comprate e vendute nel mercato dell’arte, lo stesso vale per gli altri autori, ad esempio Seth che ha dipinto in tutto il mondo. Si riconosce per lo stile efebico e delicato delle figure rappresentate e perché sono quasi sempre bambini il cui viso rimane nascosto da maschere, direzione del viso o posizione di spalle. “Abbiamo contattato Seth per avere un’opera fatta ad hoc… aveva scelto di riprodurre il bambino fatto ad Arezzo. Abita a Parigi di fronte al Bataclan. Dopo gli attentati del 13 novembre il suo progetto è mutato.” Il bambino fatto per Codici Sorgenti è dipinto su lastre di zinco ricavate dai tetti parigini, i toni sono cupi, una prigionia alla quale la mente del bambino non si arrende e la fuga tramite fune fatta dei colori che oggi simboleggiano la diversità e la libertà dell’identità personale. Un arcobaleno appeso a una piccola finestra che ricorda la donna appesa alla finestra del locale parigino attaccato questo novembre.

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L’opera di Seth realizzata ad Arezzo

Sui muri delle nostre città, dai dipinti monumentali alle piccole installazioni, quelle rappresentazioni parlano di noi. “Sono la narrazione contemporanea di chi siamo, cosa ci piace, cosa non ci piace, cosa ci aiuta e cosa ci respinge, quali sono i nostri incubi e cosa siamo in grado di immaginare.» Sottolinea Stefano D’Antonelli che annuncia a una sala gremita come C215 abbia donato alla città tracce del suo passaggio “Assolutamente in forma gratuita” sottolinea… e pensare che non più di trent’anni fa c’è chi rischiava la galera o dipingeva per dimenticare e protestare contro la galera. Il percorso espositivo descrive trent’anni di street art, dalle prime scritte nelle cui forme rintracciamo la velocità dei treni sui quali la notte venivano dipinti; ai contemporanei artisti che tramite il figurativo esprimono l’esigenza di dare senso e colore agli scenari urbani, spingendo la gente ad alzare gli occhi per strada e rendersi conto che viviamo in una potenziale galleria 3D e che la bellezza oltre a regalare buonumore lancia messaggi di protesta, risveglio e speranza.

Vhils, uno dei ritratti in mostra, realizzati su/da manifesti, sovrapposti, ritagliati seguendo lo stile digitale dei layers

Vhils, uno dei ritratti in mostra, realizzati su/da manifesti, sovrapposti, ritagliati seguendo lo stile digitale dei layers

Le strade sono sale irregolari e gli oggetti urbani diventano scarti velocemente. Il riciclo diventa così gioco di specchi e provocazione… un riuso artistico dove le tracce del vecchio diventano il significante del nuovo. Sempre lui, Vhils costruisce ritratti grazie al ritagli di manifesti pubblicitari ammassati l’uno sull’altro, frames di eventi e pattern pubblicitari che si susseguono e sovrappongono nei giorni. Piatti origami che fanno riemergere eventi passati, si fondono e intrecciano a quelli presenti, per restituirci volti, quei volti che sulla metro e negli uffici si affollano troppo velocemente. Un volto che potrebbe essere il nostro, impigrito da stanchezze esistenziali, egoismi contingenti e istinto di sopravvivenza.

Molti street artist amano il gioco, la provocazione come nel caso di Jenkins che riproduce sagome di se stesso facendosi degli autocalchi con il nastro adesivo. Poi li veste di nero – ricordano gli attivisti del caos i black block – e li mette in giro per strada, in posizioni atipiche, creando tratti di discontinuità nelle strade. Discontinuità che non tutti i passanti colgono, spesso resi ciechi dalla fretta, dalla confusione di una vita metropolitana che corre troppo velocemente. Per Codici Sorgenti vediamo l’uomo di Mark a pochi passi dal pavimento come in arrivo da un salto aereo, The Great Divide (2012) “Descrive così il suo modo di affrontare al vita,” a braccia aperte e senza paura di voli e atterraggi.

(29 Gennaio 2016)

 

Gli artisti della collettiva Codici Sorgenti. Visioni urbane contemporanee: 108, A One, Agostino Iacurci, Alexis Diaz, Alexone, Bo 130, Boris Tellegen (a.k.a. Delta), Brad Downey, C215, Clemens Behr, Conor Harrington, Crash, Delta 2, Dondi White, Doze Green, El Seed, Ericailcane, Eron, Escif, Evol, Faile, Feitakis, Gaia, Herbert Baglione, Horfee, Inetresni Kazki, Invader, Jaz, Jeff Aerosol, Jenkins, Jonone, JR, Judith Supine, Kool Poor, L’Atlas, Lek&Sowat, Lucy Mclauchlan, Matt Small, Maya Hayuk, Mensanger, Miss Van, Momo, Moneyless, Peeta, Rammellzee, Retna, Roa, Seth, Philippe Baudelocque, Sharp, Shepard Fairey, Sten-Lex, Swoon, The London Police, Todd James, Toxic Vhils.

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  1. Pingback: La protesta di Blu a Bologna. Che succede alla Street Art? | In StereoType - marzo 18, 2016

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