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Piero Macchi, l’imprenditore lascia l’eredità ai dipendenti

Piero Macchi

Piero Macchi

E’ successo a Bodio Lomnago, il piccolo paese in riva al lago di Varese. Lui si chiama: Piero Macchi. E’ il fondatore della Enoplastic, azienda nata nel 1957 e leader nella produzione di capsule, tappi e chiusure innovative per l’industria enologica. Oggi conta circa 280 dipendenti, 150 macchinari e quattro filiali in Spagna, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Produce oltre 2,5 miliardi di pezzi all’anno ed esporta in 86 Paesi del mondo.

A Natale in busta paga l’eredità. L’imprenditore malato da tempo è scomparso a luglio all’età di 87 anni, disponendo nel testamento: un milione e mezzo di euro per i suoi dipendenti. Con la collaborazione di un notaio di fiducia, di un consulente del lavoro e della moglie Carla “che ha accompagnato le buste per i singoli dipendenti con una toccante lettera di ringraziamento”racconta la figlia Giovanna, oggi alla guida dell’azienda. La famiglia con riservatezza ha fatto sì che la busta fosse recapitata con lo stipendio del mese natalizio.

piero-macchi-enoplastic01Macchi ha valutato di persona quanto spettasse a ciascuno degli operai,tenendo conto di tante circostanze, prima l’anzianità e del livello di servizio. I più «giovani» sono stati premiati con duemila euro, per i più anziani si è arrivati a 10 mila. Ma per qualche famiglia che Macchi aveva particolarmente a cuore la cifra è stata ancora più generosa.

Al rientro in azienda, i dipendenti hanno chiesto di incontrare Giovanna, per ringraziarla di persona commossi. «Mio padre in vita ha fatto tanta beneficenza, in maniera riservata”, racconta la figlia, “verso enti, ospedali e associazioni. Posso raccontare un episodio. Era malato da tempo. In una delle sue ultime trasferte per le cure a Varese si accorse che l’ambulanza non era in buono stato. Quando arrivammo in ospedale, disse ai volontari: “Se vengo fuori anche stavolta, vi compro l’ambulanza nuova”. Ne venne fuori, perché era un uomo forte, e la prima cosa che fece fu proprio comprare l’ambulanza nuova».

piero-macchi-enoplasticI dipendenti, rientrati dalle vacanze hanno contattato la redazione di Varese News e i lavoratori più anziani lo hanno descritto «un uomo deciso, con valori forti e con un senso di appartenenza alla sua azienda unico. Credeva nel valore del lavoro, dell’unità di tutte le componenti per arrivare ad un risultato comune, sapeva riconoscere i meriti. Era un inventore, un innovatore: metteva le mani sulle macchine, ne creava sempre di nuove, aveva idee e inventiva. Ci siamo sempre considerati una grande famiglia e questo regalo di Natale è un segno di tutto questo».

Oggi l’azienda è guidata da Giovanna Macchi e Michele Moglia, entrambi amministratori delegati, affiancati dal fratello di Michele, Andrea e dal neo presidente Samo Kalin.

Un imprenditore fuori dallo stereotipo…. o incarnazione di quell’archetipo tanto sognato dell’uomo che sa fare impresa con amore per la conoscenza e per l’uomo ?… chissà… intanto è di certo una buona notizia.
(9 Gennaio 2016)

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