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Inclinations, Professions

La nuova West Coast è canadese

snak

Un più giovane Snak The Ripper

Ottobre è stato un mese che la scena dell’hip hop romano non potrà dimenticare tanto facilmente. In due date organizzate dalle etichette indipendenti della Capitale Ai Town, Trevis 44, si sono esibiti tre giganti del rap underground, direttamente da Vancouver, West Coast del Canada: Snak The Ripper, Prada West e Merkules, tre membri della Stompdown Killaz (Sdk). Prima volta italiana per Snak, europea per gli altri due – nell’ambito di un tour continentale – nonostante Prada West abbia origini italiane.

Snak viene letteralmente dal nulla, ha iniziato con i graffiti per il movimento Sdk, fino a diventarne il portavoce per il canale Youtube. Ma prima della fama internazionale ci sono state anche la povertà e le dormite per strada. Quanto ci può essere di più lontano dal mainstream, Snak unisce alla sua inconfondibile voce acida testi reali al massimo e basi dure e potenti. La vera svolta è arrivata con l’album White Dynamite nel 2012, affermazione definitiva per chi in nemmeno in un lustro aveva pubblicato già tre album.

Nel 2014 esce il suo ultimo lavoro, Just Giver, dove non abbandona la follia che lo ha contraddistinto in questi anni, ma la integra con la parte di sé più “normale”, se mai potrà esserlo (ed è un bene che non lo sia), coinvolgendo in una vasta gamma di tematiche, come sempre. Dalla pesantezza del lavoro manuale di Eight Hours a Day a Karma, invito a comportarsi bene con gli altri perché è tutta una ruota che gira. Da Rest in Peace, il titolo parla da sé, alla gioia di vivere spensierati – ma non nella maniera lussuosa del mainstream – in Alive. Fino a Ride Girl, dedica alla compagna e collega Jaclyn Gee, con lui anche sul palco del Rashomon, Garbatella. E pensare che nel 2009 usciva Sex Machine, non proprio un inno alla monogamia! La voglia di fare sempre meglio dell’ultima volta è la molla che motiva Snak, “che si tratti di rap o graffiti devi dare il 110%”, essere uno che dà, appunto giver in inglese.

Prada West

Prada West

Prada West nasce invece con la musica nel dna. Padre batterista, nella sua infanzia ha suonato diversi strumenti, affinando l’orecchio musicale già dono di natura. Nel corso dell’adolescenza si avvicina al rap e trasforma in rime alcune delle sue poesie, ma il talento resta accantonato per diverso tempo, fino al 2011, quando a 24 anni – relativamente tardi rispetto alla media – appare con Merkules e Konfidential in No Mattere Where I go. Da lì l’ingresso in Sdk e la formazione del gruppo Suitable Ties con gli altri due, trio dall’aspetto (fisico) curioso. Prada è muscoloso, Konfidential molto magro, Merkules evidentemente sovrappeso. Nei testi Prada mette sempre tutto sé stesso, nonostante l’aspetto da pitbull, non a caso nome di uno dei suoi album, non ha paura di esprimere i suoi stati d’animo, come in Cold World o in When The Going Gets Tough, sempre con Merkules. “Voglio essere in grado di dare a chi non mi conosce qualcosa con cui relazionarsi”, afferma. La combinazione fra asciuttezza dei testi, sempre crudi e reali, con gli sforzi e i sacrifici interiori lo ha portato ad un’affermazione netta nella scena, non più solo locale.

Merkules

Merkules

Merkules è il più giovane dei tre, classe 1992 (10 anni tondi meno di Snak), ma già sembra un veterano. Nato come Merk, gli viene cambiato il nome in Merkules da Snak e altri esponenti della Sdk perché andava giù pesante come Ercole (Hercules). A 16 anni inizia a confrontarsi con l’hip hop di Vancouver, ma una notte tornando a casa da una festa viene aggredito da ragazzi più grandi. La violenza subita gli lascia segni sul volto, le cicatrici, Scars dell’ultimo cd, e attacchi d’ansia, contrastati con il duro lavoro in studio, grazie a cui tira fuori tutto quello che ha dentro, offrendo con la sua musica un ampio ventaglio di sensazioni. Nei live è uno di quelli che più stabilisce contatto con il pubblico, le sue esibizioni sono spinte sempre al massimo e… orgogliosamente senza maglietta! Ed è un vero stakanovista, 350 spettacoli canadesi in 4 anni, più di uno a settimana di media. Ora il volo oltre i confini, già spiccato virtualmente grazie alla rete.

Negli anni d’oro dell’hip hop se dicevi West Coast era chiaro a cosa ci si riferisse. Poi si è discusso molto, se il rap fosse morto, se la West Coast fosse morta. No, si è solo spostata un po’ più a nord.

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