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Massoneria, equità sociale contro le “cupole”

massoneria simboloAmmettiamolo, nella narrazione di una storia che contempla poteri occulti e trame oscure la massoneria ci sta a pennello, come in From hell: La vera storia di Jack lo Squartatore. Qui la loggia vicina alla corona britannica esegue i delitti attribuiti al noto serial killer “precursore del XX secolo” per coprire la malattia venerea dell’erede al trono, cercando di addossare la colpa alla comunità ebraica. Così come insabbierà la realtà scoperta dal detective oppiomane Johnny Depp (il film è del 2001 quindi lo spoiler è caduto in prescrizione da tempo).

La realtà è che l’alone che da tempo accompagna la massoneria si è ingigantito come una valanga ma senza particolari giustificazioni. La Chiesa ha spesso usato l’associazione, sin dalla sua nascita nel 1717, come capro espiatorio, un po’ l’opposto del film sopracitato in cui erano i massoni a incastrare gli ebrei. Il motivo è semplice, la massoneria predicava equità, modernizzazione sociale, laicità. Era troppo pericolosa, poteva raggruppare in se ogni classe e religione, senza distinzione.

L'iniziazione massonica in "From hell"

L’iniziazione massonica in “From hell”

Una delle principali studiose del tema è Anna Maria Isastia, professoressa di Storia Contemporanea alla Sapienza di Roma – anche questo abbatte un po’ lo stereotipo di un universo massone esclusivamente maschile. Intervistata dal quotidiano on line di approfondimento L’Indro, La Isastia spiega come nel Risorgimento italiano il papato si sia pesantemente opposto alla massoneria, che ne minava il potere temporale. Per non parlare dell’idea massonica di scolarizzazione, obbligatoria, laica e gratuita per tutti, maschi e femmine, ricchi e poveri. Al contrario l’Opera dei Congressi, organizzazione cattolica, teorizzava tutte queste differenze come naturali, volute da Dio (messaggio non proprio cristiano, a pensarci bene).

Licio Gelli, (ri)fondatore della P2

Licio Gelli, (ri)fondatore della P2

Motore dell’unità d’Italia con personaggi quali Cavour (forse non è stato iniziato ma era vicino agli ambienti torinesi), Garibaldi e Napoleone III (con cui il Piemone trattava costantemente), la massoneria è stata fautrice anche del passaggio da Monarchia a Repubblica con battaglie per il riscatto delle masse diseredate, delle donne e delle prostitute già dai primissimi del ‘900. E non per guadagnare elettori, come sottolinea la Isastia, visto che nessuno di questi aveva diritto al voto.

A conferire l’aura sinistra nella contemporaneità ci ha pensato la P2 (Propaganda 2) di Licio Gelli. Anche se spesso non si considera che la P2 era una loggia “deviata”, come dire la differenza tra un musulmano vero e un terrorista islamico. Diametralmente opposta agli ideali massonici, la P2 ha avuto le caratteristiche di un’organizzazione criminale vera e propria, eversiva e volta al rovesciamento delle istituzioni politiche italiane. Dalla sua cospirazione derivano le stragi dell’Italicus, di Bologna, gli scandali del Banco Ambrosiano, gli omicidi di Roberto Calvi (simbolico, sul ponte dei “Frati Neri”),  Aldo Moro, papa Luciani, fino alla bolla Tangentopoli. In un’intreccio di poteri con servizi segreti, imprenditoria, Chiesa e politica. Anche se qualcuno, come Indro Montanelli, sosteneva che la P2 fosse sopravvalutata, se non altro nelle reali potenzialità golpiste.

Attualmente abbiamo una trentina di comunioni massoniche in Italia, il Grande Oriente d’Italia è la più grande e famosa, con 22 mila associati. La segretezza è abbastanza fittizia, visto che le adesioni possono arrivare anche via internet. Ma l’idea di queste trame stuzzica ancora l’immaginario collettivo. Nel passaggio di consegne da Berlusconi (P2) a Monti (Bilderberg) è stato notato come la data fosse l’11 novembre 2011. Scritto 11-11-11 si capisce meglio, la somma è 33, numero massonico. Ma stiamo vicini al delirio.

Corrado Guzzanti nella parodia del massone deviato

Corrado Guzzanti nella parodia del massone deviato

A volte si dimenticano le reali radici massoniche, di rottura contro ordini precostituti iniqui. Uno spiacevole equivoco è toccato al pentastellato Fulvio Di Cosimo, candidato in Friuli Venezia Giulia, espulso dal MoVimento 5 Stelle perchè massone, nonostante le voci di un’appartenenza alla massoneria anche di Casaleggio. Il Di Cosimo non ha capito le motivazioni, spiegando come anzi le finalità di massoneria e 5 Stelle fossero praticamente le stesse (sulla carta), una società tollerante di uguali sul piano umano dove ognuno ha le sue specificità ma stessi diritti. “Credo le dissonanze e le diversità siano imputabili all’ignoranza”, ribatteva Di Cosimo, “cioè nel non conoscere quelli che sono i principi della massoneria e identificarla con quella che invece era una sua deviazione. Tutta una questione di pregiudizio”. Non c’è bisogno di aggiungere altro, è abbastanza esplicativo.

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