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Politics, Status

“Terra dei liberi”, le contraddizioni della guerra Usa alla droga

drug warAmerica, “terra dei liberi e casa dei coraggiosi”, come recita l’inno nazionale, lo Star-Spangled Banner (Bandiera adorna di stelle). Eppure secondo le statistiche se il 5% dei cittadini del mondo sono statunitensi, lo sono anche il 25% dei detenuti planetari. Una sproporzione evidente, o si tratta di una popolazione particolarmente portata al crimine oppure, più probabilmente, il sistema penale e quello giudiziario presentano qualche falla, con livelli repressivi che nemmeno regimi autoritari come Cina, Iran e Russia raggiungono.

Circa 50 mila sono i reclusi per crimini legati alla droga, a partire dal semplice possesso di marijuana, il cui utilizzo è costato – provvisoriamente – la libertà per un milione di individui. I numeri della guerra alla droga sono spaventosi, a livello umano ed economico. Da quando la Dea (Drug Enforcement Administration) è stata creata da Nixon nel 1970 i finanziamenti sono saliti dagli iniziali 65 milioni annui agli oltre 25 miliardi di budget nel 2012, come riporta il documentario How to make money selling drugs. Più o meno senza risultati, non per la popolazione almeno. Certo, c’è chi ci si è arricchito, chi ha sfruttato queste politiche per avere cariche pubbliche, ma la droga resta un piaga più o meno grave a seconda della depressione economica delle diverse aree – vedi la crisi del settore automobilistico a Detroit, casa della GM.

Il tutto con una crescente retorica, non solo da parte repubblicana. Partiamo dall’inizio, la messa al bando di ogni narcotico fu dovuta in gran parte a Henry Anslinger, funzionario governativo negli anni ’30, che riteneva l’uso della cannabis appannaggio di “negri, ispanici, filippini e artisti” (quindi?), che generava musiche come il jazz e lo swing (quindi?) e che spingeva le donne a fare sesso con le suddette minoranze etniche (quindi?). Nixon legò la droga al comunismo e omosessualità (!), nemici della forte società americana e quindi tesi alla sua distruzione. Reagan si spinse oltre, ma solo perché nel frattempo comparve l’aids. Quindi se la droga porta all’omosessualità, questa di conseguenza causa il contagio dell’hiv. Ovvio no?

La copertina del documentario How to make money selling drugs

La copertina del documentario How to make money selling drugs

Pur senza tutto questo mix di razzismo, omofobia e ignoranza, i democratici non sono stati molto migliori. Per recuperare il controllo del Congresso, nel 1986 sfruttarono la morte della promessa del basket Len Bias per fare campagna elettorale. Len era uscito dal college ed aveva ottenuto un contratto con i Boston Celtics, una delle più importanti squadre del campionato Nba, e con il colosso dell’abbigliamento sportivo Adidas. Risultato, Len la sera esce a festeggiare ed è stroncato da un infarto dovuto all’abuso di cocaina. Un vero spreco è vero, ma speculare su un dramma umano è anche peggio. Così elefante e asinello fanno a gara per inasprire le pene legate al consumo e spaccio di droga, ignorando e quindi non tentando di risolvere le ragioni sociopolitiche che spingono a tanto.

Henry Anslinger

Henry Anslinger

Poco importa che a Detroit o West Baltimore spacciare sia l’unica fonte di guadagno perché lo Stato e il welfare siano assenti, importa solo prenderla con lo strato più basso della società. Perché i finanziamenti alle forze speciali arrivano con le statistiche, non con risultati effettivi. Per accedere ai  sempre più cospicui fondi conta migliorare quanto fatto l’anno precedente, ma solo a livello di numeri. Cioè l’arresto di chi vende all’angolo del quartiere malfamato o del consumatore vale uno, anche se non sono pesci grossi. Perciò il problema si perpetua, solo con diversi interpreti che rimpiazzano gli arrestati.

Questi sono anche motivi che spingono poliziotti corrotti ad incastrare o aumentare i capi d’accusa contro persone non necessariamente innocenti, certo. Ma piazzare una bustina con erba o cocaina su un sospetto è comunque giocare sporco. Uno di questi era Barry Cooper, ex poliziotto texano che un giorno ebbe una folgorazione che nemmeno San Paolo sulla via di Damasco. Dopo innumerevoli retate da super-duro come solo un poliziotto texano sa essere, Barry decise di provare la marijuana che tanto aveva combattuto. Ne aveva ingenti quantità a casa, per addestrare i cani, basta una canna che la prospettiva gli cambia completamente. Realizza quante famiglie ha rovinato, praticamente per nulla. Inizia il consumo regolare, sposa la sua pusher e soprattutto decide di smascherare poliziotti che erano stati come lui, inquinatori di prove e simili. Tanto i trucchi li conosce già tutti, da solo faceva più blitz della Dea stessa. Ora cerca asilo politico fuori dagli Stati Uniti, stanco di predicare l’inutilità di questa guerra a vecchi legislatori, meglio spendere le proprie energie altrove, dove ti ascoltano.

Dagli errori umani, come blitz in case sbagliate e omicidi di persone innocenti, si passa al dolo e qui è peggio. Negli anni ’80 Kerry, attuale Segretario di Stato e allora senatore, nell’ambito dello scandalo Iran-Contras svelò un sistema di finanziamento di armi ai controrivoluzionari del Nicaragua derivante dai proventi della droga che la Cia stessa faceva arrivare nei quartieri poveri americani. Distruggendo con il crack sogni e ambizioni di intere generazioni – e seguenti.

Barry Cooper nella sua nuova vita

Barry Cooper nella sua nuova vita

 “Il governo non mette le droghe fuori legge perché fanno male, ma perché vuole che usiamo le loro”, ironizza in un suo show il comico Chris Rock, riferendosi ai farmaci e alla dipendenza che essi stessi generano. “Ti elencano tutti i sintomi che combattono, finché non ne trovi uno che hai anche tu”. Droghe legali, come anche alcol e tabacco, hanno ripercussioni ben più gravi sulla salute, 47 mila americani ogni anno muoiono per complicazioni legate agli alcolici, oltre 400 mila per il fumo, addirittura un numero più alto della somma di alcol, droga, aids, omicidi, suicidi e incidenti stradali.

Se le sigarette venissero messe fuori legge ci sarebbe un effetto controproducente, i ragazzini sarebbero più attratti e si svilupperebbe un mercato nero, dal Messico –  per vicinanza con gli Stati Uniti – e altri paese. La lotta al tabacco è stata fatta con il divieto di uso in luoghi pubblici, di pubblicità, campagne di sensibilizzazione, aiuti nella disintossicazione e tassazione elevata. Praticamente le misure che paesi come Portogallo e Canada hanno adottato contro la droga. Questa guerra pesa enormemente sui contribuenti, causa migliaia di morti violente (fra delinquenti, poliziotti e civili) e non porta alcun beneficio – l’uso aumenta anziché diminuire. Si potrebbero risparmiare miliardi, magari da investire in qualcosa di realmente utile, scuole, università, servizi per la collettività, ospedali, welfare. Che sono sicuramente indici di maggiore benessere.

 

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