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Inclinations

Con le pinne, fucile ed occhiali… il turista italiano all’estero

imagesInverno, in arrivo l’ondata di influenza, milioni di italiani pronti a vaccinarsi… Hahaha sarebbe troppo strano iniziare sul serio un articolo in questo modo, nemmeno fossimo al tg nazionale. Inverno, quale periodo migliore per parlare di vacanze estive, avvolti nei piumoni come fossero bozzoli di una crisalide? Se i buontemponi cantano Jingle Bells a ferragosto, possiamo pure fare l’operazione inversa. Dissolvenza stile flashback onirico e pronti ad immergersi in un altro quando.

Agosto, località generica, per affinità geografica e attitudinale potremmo dire nell’area mediterranea, non è importante la destinazione ma la provenienza dei soggetti sotto la lente di ingrandimento: i turisti italiani all’estero. Senza pretese di passare per un novello documentarista alla Piero Angela o di esporre un trattato antropologico, si parla di situazioni estremizzate pur con un fondo di verità, magari strappando un sorriso nel riconoscere se stessi o qualche conoscente. Sotto forma di diario, la giornata tipo si sviluppa più o meno secondo tipiche dinamiche.Fantozzi-al-mare

Ore 10.30 Gli esemplari italici che si trovano in spiaggia quando l’orario inizia ancora con a.m. sono di due tipologie: coppie e famiglie con bambini a carico.

La coppia Lei sta assillando lui. Più o meno lo accusa di ogni crimine o sciagura avvenuta nell’emisfero boreale, compresi l’incendio di Chicago del 1871 e la prematura scomparsa di Lady D (infatti Scotland Yard ha riaperto il caso…). Lui in tutta risposta, non avendo a disposizione la Gazzetta dello Sport, affonda il naso nell’ultimo best seller di Dan Brown, usato come scusa per buttare un occhio sulla vicina di ombrellone, russa o scandinava, non lo sa e in fondo non gli interessa, in questi casi nessuno è razzista. Furbo come un’allodola dei Carpazi, riesce a rimediare all’errore da principiante commesso, rigirando all’ultimo il libro altrimenti sottosopra. Ma tanto lei stava continuando l’elenco di cui sopra, non se ne sarebbe accorta.

VIGNETTA DIVERTENTELa famiglia Mentre i bambini urlano e corrono come normale per quelli della loro età nati in paesi bagnati dal Mediterraneo, la madre lievemente esaurita e apprensiva appena al di sopra del consentito cerca di evitare tagli, ferimenti, morsi di animali, scottature, ingerimento di cose non commestibili – cioè tutto, stiamo al mare, non al ristorante – per i suoi pargoli. Il padre, una quindicina di anni più grande della consorte ma decisamente più immaturo, quasi non avesse ruoli familiari, si rivolge all’assassino di Diana di prima raccontandogli le sue innumerevoli avventure giovanili in giro per il mondo, praticamente una donna in ogni porto neanche fosse un marinaio. Si narra che il piromane di Chicago, stretto tra due fuochi, sia stato visto mentre cercava di rosicchiarsi una zampa, a mo’ della selvaggina intrappolata.

Ore 13 Si avvicina l’ora di pranzo, la coppia, pregustando una intera giornata di mare, magari fino al tramonto – sì, qualche attimo di romanticismo se lo concede – si tiene leggera. Il padre di famiglia, pregustando una dormita di un paio d’ore coincidente con il riposino dei pargoli – al massimo se si svegliano prima ci baderà la madre a cui già inizia a tremare la vena dell’occhio sinistro al solo pensiero – svuoterà la dispensa riempita da derrate alimentari saggiamente acquistate insieme a prodotti di pulizia, per alzare lo standard igienico dell’alloggio, nell’economica catena di supermercati tedesca (indizio, inizia e finisce per elle ed ha quattro lettere) già che ha appena scoperto che la “carbonara” nel ristorante del residence è preparata con besciamella e funghi. Tanto prima delle 17.00 di tornare in spiaggia non se ne parla, il sole picchia come un giovane Joe Frazier.27 Calcio in spiaggia

Ore 16 Arriva al mare il “popolo della notte”, costumi e occhiali griffati. Recuperate le energie con il sonno diurno, la maggior parte è pronta di nuovo all’attività, calcio, schiaccia sette, racchette. Poco diversi dai pari età nord europei, la differenza sta nella foga. Immancabile, il leader del gruppo, dà indicazioni su qualunque fase del gioco, inveendo per i gol sbagliati dai compagni più inetti come se fosse la finale dei mondiali. Il gioviale di turno si avventura in una telecronaca alla Pizzul, certe volte sostituendo i nomi degli amici con quelli dei beniamini della squadra del cuore, meglio se nostalgici alla Usa ’94 – ah, i ricordi di infanzia. Di lì a poco il padre di famiglia, rivedendo queste scene, si lascerà scappare una solitaria, quasi invisibile, lacrima, ripensando a scene di venti anni (e chili) prima, quando fra una ragazza e l’altra si dilettava a dar calci a qualunque cosa rotolasse. Un tiro, “sbananato per colpa del vento”, se lo concederà. Le ragazze, nei momenti di riposo dall’agone, faranno la radiografia ad ogni potenziale concorrente, trovandone difetti anche in assenza di questi.

Serata L’assenza di un orario non è casuale, dopo innumerevoli aperitivi – dei gruppi, la famiglia ormai è a cena e maledice l’assenza di una televisione con canali nostrani – nessuno guarda più quella cosa strana che cinge il polso, ci si regola con il sole come vuole una tradizione ormai andata da secoli. A cena la lingua ufficiale diventa un misto di inglese, italiano e spagnolo, anche qualora non si fosse nel paese iberico. L’allegria coinvolge spesso anche i ristoratori, che per ben tre secondi hanno rimorsi di coscienza sulle possibili fregature da appioppare a gente visibilmente brilla: “E tornate a trovarci presto!”. Intanto l’uomo senza ormai l’arto già divorato prima di pranzo, vedendo queste scene dal balconcino dell’albergo, rimpiange di non essere partito con i compagni del calcetto del mercoledì.

Un più che plausibile finale di serata

Un più che plausibile finale di serata

Il dopo cena Fatta in qualche modo l’una di notte, si può cominciare ad andare a ballare, tanto prima non c’è nessuno. Il leader che rimprovera i calciatori più scarsi entra per primo, per studiare la situazione ragazze. Nemmeno fosse Trapattoni indica il posizionamento più congeniale alla bisogna. E sarà lui che a circa metà nottata si avvicinerà con fare circospetto al primo con vestiti XL e che conosce il testo di “The next episode” di Dr. Dre e Snoop Dogg, per chiedere quantità pur minima di marijuana, “anche una sola canna”, tradendo una certa disperazione, dovuta alle ben 48 ore di astinenza. Se deluso, trarrà consolazione da un rum e cola, mentre la ragazza che aveva puntato sta ballando ormai con qualcun altro. In caso contrario porterà il seguito di fedeli nel punto più buio ed imboscato dei paraggi, con una certa soddisfazione per come ha condotto l’affare, che in realtà è stato per il dealer.

Ore 5 La giornata si avvia alla conclusione. Le ultime facce stravolte guadagnano l’uscita, decidendo se finire al ristorante/fast food aperto 24h, ovviamente solo se non si è rimediato nemmeno un “comodino”, purché di sesso opposto. I più fortunati non hanno bisogno della consolazione alimentare. Ma la caccia non è ancora chiusa, come nel calcio anche al 95’ si può trovare il gol vittoria, per usare una metafora cara ai più. L’occhio finirà sulla vicina di tavolo, impegnata a finire il panino prosciutto e formaggio. Ma l’alcol e il boccone non consentiranno di formulare frasi di senso compiuto e scandite in modo comprensibile per tentare l’approccio. Fischio finale, meglio puntare sulla gara di ritorno.

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